CONSERVAZIONE DEL TERRITORIO

Secondo l’inquadramento della Rete Natura 2000 (Legge Regionale 56/2000), l’habitat della Calvana è stato riconosciuto per essere tutelato e conservato, poichè l’abbandono dell’attività agro-pastorale dopo gli anni ’50, ha portato al degrado delle condizioni naturalistiche dell’ecosistema.

Si tratta di praterie secondarie, create per mano dell’uomo: dedicate alle colture delle popolazioni rurali e soprattutto al pascolo degli ovini e dei bovini fino al secolo scorso. Il pascolare lento e paziente di un migliaio di ovini ha permesso di mantenere nel tempo l’ecosistema caratterizzante dei crinali.

In particolare l’inquadramento dell’habitat con codice 6210 Praterie di pascoli abbandonati su substrato neutro-basofilo (Festuco – Bromtea) si contraddistingue per la presenza di ricchi e diversificati popolamenti floristici di orchidee (“stupende fioriture di orchidee”), sulla dorsale e sui versanti prossimi alla cresta su substrato tendenzialmente calcareo e prati con una notevole ricchezza di specie.

Si tratta pertanto di un sistema ambientale con notevoli livelli di eterogeneità ambientale e ricchezza di specie legate in buona parte alla permanenza di forme tradizionali di uso del pascolo. Le estese praterie con alberi e arbusti sparsi e distribuiti a chiazze, caratterizzano il paesaggio delle sommità della Calvana.

Contesto normativo – S.I.C. Calvana (Sito di interesse comunitario).
Il sistema delle tutele riferite al SIC La Calvana è definito nel PTCP dall’art. 7 “La tutela del Territorio Aperto” e dall’art. 15 “Biotopi e geotopi - Rete ecologica provinciale” delle norme di attuazione, nonché dal Titolo Secondo dello Statuto del Territorio “Il Territorio Aperto” ed in particolare nel capitolo 2.2 “La tutela del paesaggio e le aree protette”.

Essa coincide con L’ANPIL Monti della Calvana (APFI08), istituita con Del.G.C. del Comune di Barberino del Mugello n. 54 del 17.10.2003 e Del.C.C. del Comune di Calenzano n. 116 del 27/10/03).

Il piano di gestione SIC-SIR “La Calvana” approvato con Delibera del Consiglio Provinciale n°57 del 28 Aprile 2014,è finalizzato all’individuazione delle misure esplicite necessarie per conseguire “il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e delle specie di fauna e di flora di interesse comunitario”, tenendo conto “ delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali”.

Le misure da adottare sono state quindi individuate sulla base delle esigenze ecologiche delle specie e degli habitat da tutelare e delle cause di minaccia che li riguardano.

Gli obiettivi del piano di gestione dipendono quindi dalle specie e dagli habitat di interesse comunitario e regionale effettivamente presenti nei siti mirando:

• primariamente a conservare le popolazioni animali e vegetali attualmente presenti;

• nel lungo periodo, secondo il dettato normativo della Dir.C.E. n. 43/92, che individua come obiettivo essenziale di interesse generale, perseguito dalla Comunità, la salvaguardia, la protezione e il miglioramento della qualità dell'ambiente, a ripristinare anche quelle popolazioni recentemente ridottesi di numero fino a praticamente sparire (Ortolano, Ululone dal ventre giallo, rapaci nidificanti, ecc). Per tale ripristino influiscono molto, anche, le condizioni esterne al Sito, come quelle delle aree di svernamento, la disponibilità di idonee (come ampiezza e qualità ecologica) aree di collegamento ecologico, il bracconaggio, ecc.

Una delle principali cause di minaccia per gli habitat interessati dal progetto è rappresentata dalla mancata pianificazione dell’uso delle aree interessate, in particolare per quanto riguarda l’effetto dell’attività pastorale sugli habitat di interesse comunitario: mentre alcune porzioni di pascolo sono sottoutilizzate, con progressiva invasione di cespugli, altre sono localmente sovrautilizzate, intorno ai punti di abbeveraggio, ovvero per il perdurante pascolamento anche durante la stagione invernale.

La Relazione del piano, riporta le indicazioni sulle principali emergenze naturalistiche, sulle principali criticità e sulle principali misure di conservazione da adottare, contenute nella deliberazione del Del.G.R. 5 luglio 2004, n.644 Attuazione art.12, comma 1, lett. a) della L.R. 56/2000 (Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche). Approvazione norme tecniche relative alle forme e alle modalità di tutela e conservazione dei Siti di Importanza Regionale (SIR).

Principali elementi di criticità interni al sito.
- Riduzione/cessazione del pascolo, con degradazione e/o scomparsa delle praterie secondarie, riduzione dell’eterogeneità ambientale, scomparsa di pozze di abbeverata (habitat di anfibi).

- Frequenti incendi, che possono interessare aree molto estese

- Presenza di estesi rimboschimenti di conifere densi e coetanei, con rinnovazione del pino nero nelle praterie.

- Erosione nelle aree di crinale dovuta alle attività di fuoristrada.

- Estesi danneggiamenti al cotico erboso provocati da cinghiali.

- Locali fenomeni di sovra-pascolamento da parte di bovini domestici con innesco di fenomeni di eliminazione del cotico erboso ed erosione del suolo.

- Rischio di disturbo alle colonie di Chirotteri dovuto ad attività speleologiche.

- Presenza di elettrodotti.

- Presenza di soprassuoli arborei con elevato utilizzo antropico, degradati e/o con scarsa

caratterizzazione ecologica.

- Intensa attività venatoria (che non minaccia le specie di interesse conservazionistico).

- Ipotesi di installazione di impianti eolici sul crinale.

 

Principali elementi di criticità esterni al sito.
- Diffusa riduzione del pascolo e scomparsa di sistemi agropastorali tradizionali, con crescenti minacce per le specie legate a tali ambienti dovute a fenomeni di frammentazione e isolamento.

- Elevati livelli di antropizzazione ai margini del sito.

- Presenza di bacini estrattivi attuali o previsti.

 

Principali obiettivi di conservazione
1. Conservazione e, dove necessario, ripristino del complesso mosaico ambientale determinato dalle forme tradizionali di uso del suolo (priorità molto elevata).

2. Conservazione dei rilevanti popolamenti di uccelli nidificanti legati alle praterie e ai mosaici di praterie, arbusteti e boschi (priorità molto elevata).

3. Conservazione del sistema di raccolte d’acqua (in gran parte artificiali) che supporta ricchi popolamenti di Anfibi (priorità elevata).

4. Conservazione dell’integrità del sito (priorità elevata).

5. Riduzione degli impatti antropici dovuti alle attività di fuoristrada e speleologiche (priorità media).

6. Controllo numerico delle popolazioni di cinghiale (priorità media).

7. Conservazione degli importanti popolamenti floristici di orchidacee (priorità media).

8. Conservazione dei boschi mesofili di carpino bianco (priorità bassa).

9. Rinaturalizzazione dei rimboschimenti di conifere (priorità bassa).

 

Fonte: Piano di Gestione del SIC – SIR “Calvana”, Relazione del piano. Testo completo: http://www.provincia.fi.it/fileadmin/assets/Territorio/Calvana_2014/Relazione_introduttiva_APPROVATA.pdf

A.S.S.C.

ASSOCIAZIONE SALVAGUARDIA E SVILUPPO CALVANA

fotografie ©Ottavia Poli

CONTATTI

segnalazioni : info@calvana.it

escursioni: escursioni@calvana.it 

visite private:info@calvana.it 

comunicazione :info@calvana.it 

collabora con noi: info@calvana.it

seguici su

  • Facebook
  • Instagram
INVIACI UNA SEGNALAZIONE